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Installazioni interattive, il punto di vista di un maker

Come prototipista e maker ho spesso partecipato alla realizzazione di installazioni interattive o anche solo installazioni. Quindi ho deciso di scrivere questo post per condividere consigli e buone pratiche che mi sono state utili a far emergere i problemi a cui stare attenti durante la realizzazione. Per fare questo partirò dal racconto dell'esperienza dove abbiamo installato 7 plotter verticali su una parete di 32 metri.

Plotter Verticale

Un plotter verticale, è un plotter, quindi una macchina in grado di disegnare.

plotter2

La macchina nel suo insieme è semplice: un pennarello tenuto sospeso da due fili. Due motori che girando avvolgono i due fili e decidono quindi la loro lunghezza. Un Arduino gestisce i motori e la geometria di questo sistema di riferimento basato su due punti fissi. Nel nostro caso avevamo anche una Raspberry Pi che si occupava della gestione delle code e dell’interfaccia utente. Un motore servo, montato sulla molla che sostiene il pennarello, permette di allontanare il pennarello dal muro.

L’installazione

Nel 2016 la società Bodino chiede a Officine Innesto di realizzare un’installazione per un evento all’ Hangar Biccocca organizzato da Class Editori.
L’installazione diretta dall’Architetto Italo Rota doveva essere una gigantesca pagina (32 metri di larghezza per 4 di altezza) in cui venissero scritte le idee emerse dal summit che avrebbe preso luogo il primo giorno dell'evento e alcune illustrazioni sul tema nate dalla mente di Francesco Poroli .
Nel team di sviluppo io e Antonio Ianiero, il padre di questa implementazione del plotter verticale.

bodino

Suddivido per mia esperienza la realizzazione di una installazione in alcune fasi:

L’inizio poetico

Uno dei momenti più belli per me è l’inizio di una installazione, c’è quell’aria frizzante di novità, ci si siede attorno a un tavolo e si fanno molti brainstorming. Tutto è ancora possibile, le idee si sovrastano e l’aspettativa è molto alta. Personalmente mi ricorda “Il sabato del villaggio” di G.Leopardi.
I brainstorming si susseguono e l’idea e i risultati che si otterranno prendono forma, il team è definito… si parte!

Il via

Nella fase successiva si inizia a lavorare, si impostano i canali di comunicazione, si acquista il materiale e si comincia con l'esplorazione delle soluzioni per la realizzazione.
Io di solito sono uno di quelli che si occupa della realizzazione e costruzione del sistema, quindi ecco una serie di primi consigli:

  • evidenziare i problemi noti o limiti tecnici: con problemi noti intendo quei problemi tecnici, meccanici o informatici che sono noti a priori. Nel caso di questa installazione, un problema noto era il fatto che il raggio della bobina variava a seconda di quanto filo era arrotolato e quindi la quantità di filo rilasciata a ogni giro non era la stessa. Di solito non sono impossibili da risolvere, ma vanno aggirati per motivi di budget e tempo.
  • indagare bene se le aspettative coincidono con la realizzazione che si andrà a implementare. Spesso il cliente ha un'aspettativa di risultato di funzionamento o di interfacciamento con l'installazione più alta di quella effettivamente ottenibile nei tempi e costi previsti. Credo sia un bene chiarire subito il punto: potrebbe essere una risorsa. Ad esempio in questa esperienza, il risultato della scrittura di testo del plotter non dava al cliente la qualità percepita desiderata così abbiamo inserito anche le illustrazioni di Francesco Poroli privilegiando la capacità del plotter nell'eseguire disegni.
  • fare una buona progettazione e pianificazione è essenziale dato che abbiamo un punto fermo nel tempo: la data dell'evento! Quindi pianificare in modo inverso, considerando potenziali problemi, permetterà di non sforare.
  • la realizzazione tecnica è importante: la realizzazione tecnica non verrà realmente percepita come risultato importante, ma in realtà lo è. Lo dico perchè spesso il cliente nota solo dei particolari ed è su quelli che vuole dedicare più tempo di sviluppo. Riesco a capire il suo punto di vista: le rifiniture per lui sono importanti, sono quelle che valgono lo sforzo in atto. La tecnica invece, è importante per chi la realizza e deve essere fatta in modo da rendere semplice, quanto più possibile, e stabile il sistema, adatto a modifiche e a soddisfare le varie esigenze.

Nel vivo

Nel vivo delle installazioni, quella che vi descrivo ne è un esempio lampante, possono sorgere molti problemi di processo. I problemi tipici sono:

  • di comunicazione, dati dalla mole di cose da fare;
  • di coordinamento, dati da realtà (quindi volontà e obbiettivi ) differenti che si incontrano;
  • i problemi tecnici, dati dal fatto che finalmente essi vengono a galla e si mostrano in tutta la loro difficoltà.

Ecco, qui la buona progettazione del punto precedente e l’aver fatto emergere tutti i possibili ostacoli ci aiuta e ci guida nella soluzione e nella soddisfazione di tutto il team.
Un’altra cosa che ho notato accadere in questa fase è che adesso tutto il team ha una consapevolezza nuova di quello che è possibile fare e del reale risultato ottenibile.
Questo spesso comporta un piccolo rimpasto e si ridefinirà meglio il punto di arrivo che ha come coordinate il tempo, le aspettative del cliente e le possibilità tecniche.

Un altro ruolo importante del far emergere i problemi noti è quello di guidarci in questa nuova soluzione.

Finalizzazione

Il tempo stringe e bisogna chiudere il progetto. Io spesso arrivo in questa fase con ancora molte cose da fare, ma è il momento di iniziare a chiudere. Quindi come consiglio, non lasciate aperte issue ancora da risolvere e se possibile quando iniziate a risolvere un tema, portatelo a termine. Fate emergere cosa potete risolvere da remoto e cosa invece dovete risolvere in loco. Questo punto serve molto per l'organizzazione e il rispetto della pianificazione temporale.

Si installa

I punti importanti sono sempre i soliti: la rete, l’alimentazione e la realtà che è un poco diversa da come l’avevamo immaginata/programmata.
Anche qui mi sento di dare qualche consiglio (chissà che ripeterli non serva anche a me 😜)

  • Hardware robusto: spendere un po’ di tempo in piu nelle fasi precedenti per progettazione e costruzione dell’hardaware si rivela veramente importante. Dimensionate bene i cavi, mettete dei connettori in modo che tutto sia sostituibile, dimensionate bene gli ingombri e gli attacchi, è sempre utile quando si va di fretta e la scala è condivisa con gli elettricisti 😜.
  • Facile Montaggio: aver speso del tempo in precedenza nel realizzare una meccanica buona e di facile montaggio ci renderà il lavoro più leggero e alle volte delegabile.
  • Software chiaro e di facile manutenibilità: ci sarà sempre un particolare da cambiare all’ultimo, quindi avere una buona organizzazione del codice, file di configurazione e possibilità di rilanciare il programma senza avere problemi dal punto di vista hardware è essenziale.
  • quarto ma non ultimo: mai scordarsi la legge di Murphy

Conclusioni

Le installazioni per loro natura sono imprevedibili e complesse, sono estremi della tecnica che soddisfano le curiosità della creatività.
Questo le rende così interessanti. Se dovessi riassumere i miei consigli direi:

  • fare una buona progettazione;
  • avere una buona conoscenza dei limiti possibili, anche quelli nascosti;
  • consegnare per piccoli rilasci utili al cliente in modo che ogni ulteriore caratteristica non sia vincolante per la riuscita dell’intero progetto.

Avete altri consigli da condividere?

Giacomo Leonzi

Giacomo Leonzi

come Kiwifarmer sviluppo soluzioni Hardware e Software per IoT o Physical Computing. Fisico con la passione per l'audio, sono Segretario del laboratorio Fablab Torino.

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