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LA NUMERO UNO - re3CUBE: la strada percorsa sin qui e tre cose che abbiamo imparato

re3CUBE è il primo progetto imprenditoriale che Kiwifarm ha contribuito ad avviare. In questi ultimi mesi il progetto ha raggiunto un certo grado di maturazione e la scorsa settimana Kiwifarm ha ceduto poco più della metà delle sue quote di re3CUBE, trattenendo il resto per il futuro. L’inizio di una nuova fase mi ha indotto a ripercorrere la strada fatta sin qui e a condividere un paio di cose che abbiamo imparato.

Tre anni e mezzo fa un mio caro amico mi raccontò un’idea interessante con cui era venuto in contatto. Erano trascorsi pochi mesi da quando, insieme al mio ex capo, avevamo costituito Kiwifarm, proprio con l’obiettivo di avviare nuove iniziative imprenditoriali, e lo ascoltai con interesse.

Si trattava di un dispositivo in grado di triturare e sterilizzare sul posto i rifiuti a rischio infettivo prodotti da dentisti, veterinari e altre piccole strutture sanitarie, per sostituire l’attuale gestione logistica del rifiuto: rischiosa e antiecologica. L’idea era di Luciano, un eclettico ingegnere meccanico: aveva un primo prototipo nel garage e ne aveva parlato con Renato, il mio amico, perché aveva svolto la tesi di ingegneria ambientale sugli impatti dei rifiuti sanitari e teneva un blog sull’argomento. Renato oggi è socio di Kiwifarm.
Trovato un accordo, abbiamo ragionato insieme sul business model, rivisto il business plan, registrato la domanda di brevetto e accompagnato Luciano a presentare il progetto a potenziali investitori. Ne abbiamo incontrati quattordici, tra angel e fondi, prima di trovare un ex-manager della principale multinazionale di distribuzione di attrezzature dentali e un ex-imprenditore del mondo dei laser che credessero nelle potenzialità dell’iniziativa. Lungo il percorso, il pitch, il business plan, il business model e perfino il funzionamento del futuro dispositivo sono diventati più solidi grazie alle "affilate" osservazioni e domande dei nostri interlocutori: a ogni incontro eravamo più preparati e quindi più convincenti.

Abbiamo costituito re3CUBE Srl a inizio 2016. Durante quell'anno, abbiamo aiutato Luciano a realizzare due prototipi funzionanti: meccanica, elettronica, certificazione, comunicazione e cloud (perché nel frattempo avevamo trasformato i prototipi in dispositivi Internet of Things). Li abbiamo quindi installati da potenziali clienti per raccogliere feedback.

Nel frattempo l’incubatore dell’Università di Torino, dove avevamo insediato la società, ci "costringeva" a partecipare alla selezione del Premio Nazionale per l’Innovazione, che a fine anno avremmo vinto, per la categoria Cleantech & Energy. I feedback dal campo (e il premio) convinsero i nostri soci investitori a rinnovare la fiducia (e il finanziamento) per l’anno successivo. L'onda lunga della visibilità del premio ci ha ancora portato un servizio del TG1 all'inizio di quest'anno.

Nel mese di maggio, tutti gli anni si svolge a Rimini la principale fiera del mercato dentale italiano. All’Expodental 2017 c’eravamo anche noi. Ci siamo andati con uno stand economico e tre prototipi (non funzionanti), ma con il chiaro obiettivo di raccogliere la prima vera reazione del mercato al dispositivo e al suo prezzo. Al termine dei tre giorni di fiera avevamo raccolto venti pre-ordini e, forti di quegli ordini, siamo andati a incontrare i principali distributori italiani di attrezzature dentali.

Eccoci all'Expodental 2017 mentre raccontiamo l'idea re3cube

Per il resto dello scorso anno e l’inizio di questo abbiamo lavorato alla non facile impresa di trasformare un prototipo in un prodotto. Il team è sempre stato per re3CUBE il principale punto di forza. Luciano, l’ideatore, ci ha messo la progettazione meccanica e un sacco di energia, Kiwifarm ha portato la conoscenza normativa (grazie a Renato), le competenze IT, quella IP e l’esperienza di management di progetti R&D nel complicato contesto di una start up. Michele, uno degli investitori, oltre al finanziamento, ha apportato la conoscenza del mercato. Tuttavia, nel corso del 2017, abbiamo capito che ancora mancava un ingrediente: l’esperienza di gestione della produzione. Ci siamo dati da fare e, qualche settimana fa, un’azienda produttiva del Veronese ha sottoscritto un piano di investimento in re3CUBE e si occuperà di produrre i dispositivi.

Tre cose che abbiamo imparato e che possiamo condividere:

  • trovare i soldi per partire può essere difficile (a noi sono serviti quindici tentativi), ma non è impossibile. Ci sono investitori in gamba là fuori e da quelli che ti dicono di no c’è comunque molto da imparare;
  • il team può essere una complessa alchimia, ma è probabilmente la cosa più importante da sistemare, prima per essere convincenti verso gli investitori e poi perché l’iniziativa abbia successo. Quando arrivano le difficoltà, e arrivano sempre, vuoi avere qualcuno su cui sai di poter contare. Quando le cose vanno bene, e a volte accade, serve che gli obiettivi siano condivisi;
  • confrontare e validare il proprio modello con il mercato a tutti gli stadi del progetto è preziosissimo. Noi l’abbiamo visto parlando con i potenziali clienti, attraverso i test sul campo dei prototipi e con la presentazione del prodotto alla prima fiera.

Infine, abbiamo dimostrato a noi stessi che è possibile e che siamo stati capaci (almeno una volta, la prima) di concretizzare quella che alla costituzione di Kiwifarm era solo un’ambizione: aiutare a fare partire nuove iniziative imprenditoriali come primi investitori ovvero investendo il nostro know-how.