Qualche settimana fa, ho iniziato a raccontarvi quel che ho imparato sui brevetti nel corso della mia esperienza professionale, spiegando che cos'è e a cosa serve un brevetto. Oggi entreremo un po' più nel merito...

Quali sono i requisiti essenziali di un brevetto?

La legge (il riferimento per l'Italia è il D.Lgs. 30/2005) prevede alcune caratteristiche fondamentali che una domanda deve possedere affinché il brevetto sia concesso. Cominciamo da quelle più semplici: l'invenzione deve essere lecita, deve poter essere industrializzata (deve cioè essere utile per qualcuno e deve poter essere prodotta), e deve essere unica (cioè: un'invenzione per domanda).

Notate che il requisito di industrialità non richiede che l'invenzione sia già stata prodotta, ma solo che possa essere prodotta. Non si tratta di un dettaglio, perché, considerato il ritmo incalzante del progresso tecnologico, è consigliabile registrare una domanda di brevetto non appena si abbiano gli elementi per ritenere che possa avere un valore, tipicamente molto prima che la tecnologia sia industrializzata.
Per quanto riguarda l'unicità, è ammessa una sola invenzione per domanda, ma ciò non impedisce di avere delle varianti, anzi, come vedremo di sotto, un buona domanda di brevetto ne prevede molte.

Come spiegavo nella prima puntata, il brevetto nasce, in contrasto con il segreto industriale, con l'obiettivo di favorire il progresso tecnologico attraverso la divulgazione delle innovazioni. Un requisito importante della domanda è quindi che l'invenzione sia descritta nei particolari, al punto di consentire a un lettore esperto del settore di metterla in pratica. Questa però non è una buona ragione per dilungarsi con dettagli inessenziali, come a volte mi è accaduto di osservare da parte di ricercatori un po' troppo entusiasti. Ricordate che state pur sempre divulgando informazioni di valore, frutto dell'ingegno e, spesso, di un investimento... Il mio consiglio è di scrivere tutto quel che serve, ma nulla di più.

Novità

Due caratteristiche meno ovvie delle precedenti sono la novità e l'altezza inventiva. Il requisito di novità richiede che l'invenzione non sia stata divulgata prima del deposito della domanda di brevetto. Ciò non significa che non potete parlarne con nessuno prima del deposito, perché l'esaminatore dell'ufficio brevetti deve provare l'assenza di novità con delle evidenze, cioè deve citare dei documenti che anticipino l'invenzione; in gergo, si chiamano anteriorità. Le anteriorità devono innanzitutto essere pubbliche (es. brevetti, articoli, pubblicità, presentazioni a conferenze, ecc.), poi devono essere riconducibili a una data anteriore al deposito della domanda. Per fare un esempio, un documento pubblicitario come una brochure (quindi pubblico), che però non rechi una data, non è considerata un'anteriorità, perché l'esaminatore non può provare che sia stato divulgato prima del deposito della vostra domanda.
Un punto molto importante da sottolineare riguardo al requisito di notivà è che esso si applica anche per anteriorità redatte e pubblicate dagli stessi inventori della domanda di brevetto. Un esempio significativo, solo apparentemente paradossale, è quello di un ricercatore che pubblica un articolo su una rivista scientifica (quindi un documento pubblico e con data certa), poi presenta una domanda di brevetto sullo stesso argomento e l'esaminatore gli rifiuta il brevetto citando come anteriorità il suo stesso articolo.

Altezza inventiva

Se la novità è un requisito relativamente oggettivo la cui verifica è tipicamente alla portata degli autori di una domanda di brevetto, le cose si complicano con l'altezza inventiva. Infatti, per soddisfare il requisito di altezza inventiva, l'invenzione deve spingersi oltre le ovvie conseguenze che potrebbe trarre un esperto del settore dal corpus di conoscenza disponibile al momento del deposito della domanda.

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Andy Warhol, Albert Einstein x 10

Come potete immaginare, la sussistenza di una simile condizione è un argomento particolarmente soggetto a interpretazione e, di conseguenza, è il principale oggetto di discussione con l'esaminatore nel corso dell'istruttoria. Quindi, è uno dei punti più importanti a cui porre attenzione nella redazione della domanda, raccogliendo tutti gli elementi utili ad argomentarlo in modo convincente. Ad esempio, tipicamente non viene concessa l'altezza inventiva per casi in cui viene semplicemente sostituito un materiale o una componente con un'altra avente un funzionamento simile, o ancora quando l'invenzione può essere sostanzialmente descritta come il frutto della combinazione di due anteriorità. Se invece le anteriorità da combinare sono almeno tre, allora è più probabile che l'esito della discussione con l'esaminatore sia positivo.

Come sopravvivere alla scrittura di un brevetto?

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Luca Signorelli, Dante Alighieri

Immaginiamo che vi troviate nella situazione di dover depositare una domanda di brevetto; diciamo che siete gli inventori. Il documento che dovrete produrre, con l'aiuto di un patent attorney, sarà costituito da:

  • Titolo
  • Riassunto
  • Descrizione
  • Rivendicazioni
  • Disegni

Ora avete una scelta davanti a voi:

  1. "non avete tempo da perdere", voi, per capire come si scrive un brevetto, quello è il mestiere del patent attorney, che, per altro, pagate profumatamente. Se avete già preso questa decisione, potete decisamente passare alla vignetta di Calvin e Hobbes, in fondo all'articolo;
  2. per voi, questo brevetto è una cosa importante, quindi decidete di provare a capirci qualcosa di più, almeno quanto basta per assicurarvi che venga un bel lavoro; allora state leggendo l'articolo giusto;
  3. "non avete tempo da perdere", ma questo brevetto è una cosa importante per voi e il soldi non sono un problema; in questo caso ci sono qui io, mandatemi un'email, rilassatevi e godetevi la vignetta di Calvin e Hobbes in fondo all'articolo.

Se state ancora leggendo, avete deciso di capirci qualcosa di più: cercherò di fare del mio meglio...

La descrizione e i disegni

Il processo di redazione della domanda inizierà con una bozza di descrizione che dovrete preparare e sottoporre al patent attorney. Potreste fornirgli un insieme di documenti e informazioni e lasciare che sia lui a trovare una sintesi. Dovete considerare, però, che il patent attorney è un esperto di brevetti (se ne avete scelto uno bravo), non è un esperto del vostro settore, e voi conoscete il vostro campo e la vostra invenzione meglio di chiunque altro. Inoltre, una volta sottomessa la domanda, non potrete più cambiare la descrizione e, una volta concesso il brevetto, ve lo terrete così come l'avrete scritto per i prossimi venti anni. Quindi, il mio consiglio è di fare lo sforzo di capire quali caratteristiche deve avere la descrizione e partire con una buona bozza.

Conviene iniziare con un breve inquadramento del contesto: una specie di stato dell'arte. Questo è il posto dove preparare il terreno per argomentare l'utilità, la novità e l'altezza inventiva (vedi sopra) del vostro brevetto. Spiegate quali sono i principali limiti delle attuali soluzioni a disposizione, sottolineando, in particolare, le criticità che la vostra invezione risolverà. Dovreste far emergere che altri esperti del settore si sono misurati con il vostro problema, senza trovare la soluzione che state proponenedo voi. Siate sintetici, si tratta pur sempre di un'introduzione, e state attenti a non citare documenti che potrebbero rivoltarsi contro di voi: l'esaminatore potrebbe sempre non trovarli.

Contestualizzato il problema, potete passare alla descrizione dell'invenzione. In questa fase, non preoccupatevi del linguaggio brevettuale, descrivete l'invenzione in linguaggio tecnico, sarà il patent attorney a tradurla in brevettese. Piuttosto, aiutatevi con disegni e schemi, anche abbozzati a mano, numerandone le componenti per farvi riferimento nel testo.

Un bon croquis vaut mieux qu'un long discours.
– Napoléon Bonaparte

L'operazione importante che dovete fare qui è uno sforzo di generalizzazione della vostra invenzione, per anticipare tutte le possibili varianti che potranno venire in mente a voi o ai vostri concorrenti e descriverle per proteggerle. Un buon metodo è iniziare col descrivere l'invenzione e le sue componeneti in termini astratti, per poi passare a elencare e descrivere le varianti con cui ciascuna componente o elemento chiave dell'invenzione si possa realizzare in pratica (in gergo: realizzazioni o embodiment, in inglese).

Immaginiamo che abbiate inventato gli occhiali. Potremmo iniziare a descrivere il succo dell'invenzione in termini astratti come:

un'intelaiatura a cui sono fissate delle lenti, che a sua volta è fissata o appoggiata a uno o più elementi anatomici del capo, attraverso dei dispositivi appositi, e che consente di mantenere le lenti stabilimente di fronte agli occhi, senza il bisogno di usare le mani.

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Tomaso da Modena, Particolare da Quaranta domenicani illustri

Gli elementi chiave dell'invenzione, per come l'abbiamo formulata, sono il modo in cui le lenti sono fissate all'intelaiatura e il modo in cui l'intelaiatura è fissata al capo. Dovremmo quindi cominciare a sviluppare il primo elemento, descrivendo le sue possibili realizzazioni: a) con dei fori passanti attraverso le lenti, b) con una struttura più spessa delle lenti che circonda le lenti e in cui le lenti sono incastrate, c) con una scanalatura ricavata lungo profilo esterno delle lenti in cui si inserisce, tutta intorno, una struttura più sottile delle lenti stesse, come ad esempio un filo di metallo, ecc. Spesso, ciascuna soluzione può essere ulteriormente sivluppata; ad esempio, il caso b) può essere realizzato con una struttura che circonda interamente ciascuna lente, oppure che ne circonda solo una metà, pinzando la lente, ecc.
Completato il lavoro sul primo elemento, proseguiremmo allo stesso modo con i successivi. Nel nostro caso, la struttura che trattiene le lenti potrebbe essere fissata al capo: a) con una pinza posta tra le due lenti che fissa l'intelaiatura al naso, b) con una fascia elastica che avvolge il capo fissata alle estremità laterali dell'intelaiatura delle lenti, c) con un appoggio a tre punti: sopra il naso e sopra le orecchie, attraverso due stanghette fissate alle estremità laterali dell'intelaiatura delle lenti, ecc. E così via, con un approccio frattale.

Questo processo, a volte, aiuta anche a trovare nuove idee per l'invenzione stessa, ma non è fondamentale che abbiate verificato personalmente il buon funzionamento di tutte le varianti che elencherete; il punto è che descrivendole, eviterete almeno che chiunque altro possa brevettarle al posto vostro. Normalmente, c'è una specifica realizzazione della vostra invenzione che ritenete (o che si è dimostrata) più effiace o comunque migliore di tutte le altre, probabilmente è proprio quella che vi ha convinto a depositare il brevetto; bene, quella è la realizzazione preferenziale.

La vostra bozza della descrizione vi verrà restituita dal patent attorney tradotta in brevettese, dedicate il giusto tempo per leggerla a fondo. Vi anticipo che ci vorrà un po' di tempo e magari anche qualche richiesta di chiariento al patent attorney, perché il linguaggio usato può essere piuttosto astruso, ma ne vale la pena. Infatti, non potete dare per scontato che il patent attorney abbia capito (e quindi trascritto) correttamente tutti gli aspetti della vostra invenzione. Ricordate che, in generale, non è un esperto del vostro settore e, come accade per qualsiasi professione, ci sono quelli più bravi e quelli meno. Approfondendo il significato di brani poco convincenti della descrizione, a me è successo varie volte di scoprire incomprensioni importanti tra inventore e patent attorney che avrebbero potuto compromettere il valore del brevetto.
Il brevetto è vostro (non del patent attorney) e, come dicevo di sopra, una volta concesso, ve lo terrete così com'è scritto per i prossimi vent'anni.

Un altro momento delicato è la traduzione del brevetto per l'estensione internazionale, generalmente fatta dall'ufficio del patent attorney. Rileggete il testo con attenzione, perché il traduttore non è un tecnico del vostro settore e potrebbe ignorare le traduzioni corrette di alcuni termini tecnici, rischiando di pregiudicarne la comprensione. Anche qui, mi è capitato di vedere casi in cui il funzionamento dell'invenzione era diventato quasi incomprensibile nella sua traduzione in inglese, a causa di un paio di termini tecnici tradotti in modo scorretto o impreciso.

Le rivendicazioni

Le riventicazioni (claim, in inglese) sono la sezione del brevetto in cui il brevettese trova il massimo della sua espressione e vengono scritte dal patent attorney sulla base della descrizione. Appaiono come un elenco numerato di versioni molto sintetiche della descrizione dell'invenzione, o di parti di essa, e sono il vero oggetto della protezione del brevetto. La numero 1 è quella più generale, che punta cioè a proteggere la più ampia interpretazione possibile dell'invenzione. Le rivendicazioni successive sono tipicamente specializzazioni delle precedenti, strutturate in un grafo di relazioni di dipendenza.

Nel nostro esempio, la prima rivendicazione potrebbe essere qualcosa di molto simile alla prima descrizione astratta che abbiamo formulato di sopra per gli occhiali.

  1. Un dispositivo costituito da un'intelaiatura fatta in modo da consentire di fissare due lenti, l'intelaiatura è a sua volta fissata o appoggiata a uno o più elementi anatomici del capo, attraverso dei dispositivi appositi

La seconda, dipendente dalla prima, sarà tipicamente qualcosa come:

  1. Un dispositivo come quello descritto nella rivendicazione numero 1, dove le lenti sono fissate all'intelaiatura attraverso un profilo più spesso delle lenti che le circonda e in cui le lenti sono incastrate

la terza potrebbe essere:

  1. Un dispositivo come quello descritto nella rivendicazione numero 2, dove la struttura che trattiene le lenti è fissata al naso con una pinza posta tra le due lenti

e via di seguito.

Anche per le rivendicazioni, così come per la descrizione, è fondamentale ricontrollare con attenzione il testo prodotto dal patent attorney, per verificare che risultino descritti correttamente ed effettivamente protetti gli aspetti chiave dell'invenzione.

Entro circa sei mesi dal deposito della domanda, riceverete dall'ufficio brevetti il rapporto di ricerca, in cui l'esaminatore si esprime sulla rispondenza ai requisiti di brevettabilità di ciascuna rivendicazione. L'esito ideale è che siano concesse novità e altezza inventiva alla rivendicazione numero 1, la più generale; ciò significa ottenere la più ampia copertura possibile: nel nostro esempio, avere il monopolio per qualsiasi genere di montatura degli occhiali. In questo caso, le rivendicazioni dipendenti risulteranno anchesse brevettabili, ma essendo quasi sempre specializzazioni della prima, in genere saranno superflue.
Più probabilmente, saranno riconosciuti i requisiti per la brevettabilità a qualche rivendicazione dipendente, ipotizziamo la numero 3. Allora l'ambito di protezione del brevetto sarà costituito dalla rivendicazione numero 3 e dall'albero di dipendenti ad essa collegate. Nel nostro esempio, il tipo di montatura protetta sarebbe solo quella ritratta nell'affresco di Tommaso da Modena, di sopra.

La struttura a grafo delle rivendicazioni con specializzazioni incrementali consente di tentare di ottenere una protezione generale (con le prime rivendicazioni), garantendosi al tempo stesso uno spettro di ripieghi più specifici, dei piani B, da offrire all'esaminatore (con le rivendicazioni dipendenti).

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Bill Watterson, Calvin and Hobbes

To be continued...